martedì 11 dicembre 2007

Presentazione de Il 74° Libro - Intervista immaginaria da parte di un lettore




Oggi offro lo spazio del mio salottino a Elisabetta Modena, mia cara amica, mamma di tre splendidi bimbi, moglie e, nonostante pochissimo tempo libero, scrittrice di appassionanti e sincere storie. Elisabetta si racconta attraverso un'immaginaria intervista da parte di un lettore.

Quando hai incominciato a scrivere?
Intorno ai quindici anni, dopo aver letto Orgoglio e Pregiudizio. Mi sono talmente innamorata dei personaggi che ho deciso che anch’io avrei scritto storie così belle. Purtroppo all’epoca non avevo in me la fiducia sufficiente a produrre pezzi accettabili. Alla fine ho cominciato a scrivere veramente solo aull’Università.
Il primo libro scritto?
Avrei voluto che il mio primo romanzo fosse stato un romanzo d’amore. Fin dai banchi dell’Università, quando ho conosciuto colui che poi sarebbe diventato mio marito, sentii chiaro dentro di me che l’amore è un sentimento da proteggere, preservare, custodire ed aumentare tutti i giorni, come descrive benissimo Tatiana nel suo romanzo: Un nuovo inizio.
Di fatti iniziai la stesura de La Certosa di Firenze, tuttora nell’hard disk del mio portatile. Ne ho scritto circa un quarto, dopodichè mi arenai sia per la complessità dei personaggi creati, sia per l’urgenza di iniziare la trilogia. Non vedo l’ora di finire l’opera comunque!
Di cosa parla La Certosa di Firenze?
Di una crisi matrimoniale, e del modo in cui i due giovani sposi la superano. Incontrando Cristo.
Difficile tema per essere un primo romanzo!
Sì, ma l’ispirazione è l’ispirazione.
Quindi hai messo da parte la Certosa per scrivere il primo volume della trilogia?
In realtà parallelamente alla trilogia ho portato avanti i racconti, per farli leggere in giro ed inviarli ai concorsi.
Il primo scritto è stato Una storia semplice. E’ arrivato secondo ad un concorso!
E poi?
Poi sono arrivati L’eterno ritorno dell’uguale, appena pubblicato sul numero odierno di Future Shock; Uno scatto per amore, arrivato primo ad un altro concorso, e Miracolo di Natale.
Adesso ho appena terminato di scrivere una favola di Natale per bambini: Carlino, l’albero di Natale e la palla magica.
Parlami della trilogia.
La trilogia mi si è concepita subito davanti come la conoscete; tre volumi, divisi nei rispettivi luoghi di ambientazione: Roma, Turchia e Gerusalemme.
Volevo parlare dell’Europa che sta abbandonando le sue radici cristiane, e della fede in Cristo come unica possibilità di salvezza per l’identità dell’Europa e per la pacifica coesistenza dei popoli tra di loro. Come vede non mi sono proposta una storia semplice…
Sei soddisfatta del primo volume?
Sì, ho impiegato cinque anni per scriverlo. Ho pregato tanto mentre scrivevo, e soprattutto l’ho ri-scritto almeno una mezza dozzina di volte. Ho dovuto imparare a levigare lo stile e a non essere prolissa, tutt’ora c’è qualche aggiustamento che vorrei fare. E poi mi sono concentrata tanto sulla storia e sui personaggi: se non funzionano quelli, il libro non decolla.
Il titolo come ti è venuto?
La punta di diamante è una metafora: significa che il gruppo che lavora alla traduzione della Lettera di San Paolo Apostolo ritrovata è il meglio che ci sia in circolazione, è un gruppo d’elite come i corpi speciali!
Puoi farci un riassunto del libro?
Gli eventi centrali del romanzo sono due: le Stelle Spezzate e la lettera di San Paolo Apostolo ritrovata dopo essere stata perduta. In mezzo a questi due eventi si modella lentamente un gruppo di persone eterogenee tra loro, persone comuni (non professionisti), il cui compito è quello di scoprire l’autenticità o meno della lettera; inevitabilmente si troveranno coinvolti nei piani delle Stelle Spezzate.
Ed il secondo volume della trilogia? Puoi anticipare qualcosa?
E’ già quasi tutto scritto, ma devo revisionarlo. Lo pubblicherò l’anno prossimo. S’intitola: Il crollo dell’Unione.
Affascinante!
Eh sì, non c’è che dire…
Racconta che l’Unione Europea così come la conosciamo ora crollerà? E’ tremendo…
Non proprio… però succederà qualcosa del genere. Ma non svelo nulla!
Quanto tempo dedichi ogni giorno alla scrittura?
Almeno un’ora al giorno, più che altro la mattina mentre i bimbi sono a scuola.
Fai prima le faccende di casa e poi scrivi, o il contrario?
Mi vergogno a dirlo, ma prima scrivo, poi mi precipito a pulire la casa e a cucinare. Sono una frana…
Cosa significa per te la scrittura?
Comunicazione. Esprimo me stessa. E’ stupendo creare una cosa viva come la pagina scritta dal nulla!
La tua famiglia è felice che scrivi?
Sì. Mio figlio Giuseppe, il primogenito, ha appena finito di scrivere un racconto di aerei! Non è incredibile? E’ proprio vero che i figli ci guardano e a volte ci copiano! Mio marito poi mi corregge le bozze. Anzi, approffitto dell’occasione per ringraziarlo!
Il libro più bello che hai letto?
Mah, forse Guerra e Pace, adoro gli scrittori russi; poi quelli delle scrittrici inglesi (Austen, le sorelle Bronte…), I miserabili di V. Hugo, I Promessi Sposi… ce ne sono così tanti!

Per chi volesse sapere di più e/o acquistare il libro ecco il link alla vetrina della scrittrice:

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie!!!!!!!!!!!!!!!
Sul forum buona lettura Giovanni ci ha chiesto (a noi del catalogo) di scrivere una breve presentazione del nostro libro, però un pò più lunga di quella che abbiamo postato su Lulu. Ti lascio il link così vedi cosa vuole Giovanni:
http://buonalettura.org/forum/index.php?topic=198.0
Vai a vedere!
Un grande grande abbraccio!
Elisabetta

Anonimo ha detto...

Me la sono postata anche sul mio blog perchè è proprio simpatica... naturalmente ho parlato anche del tuo blog e ti ho ringraziato per aver ospitato la mia intervista.
Invece io non riesco a trovare la tua: dove devo andare per postare quella intervista di cui mi parlavi?
ELisabetta

Daria ha detto...

Thanks for writing this.